La Cultura Italiana all'estero
Data: 30/01/2009

Nello spirito cosmopolita con il quale la cultura riesce a travalicare le frontiere di ogni nazione e diventare nel tempo patrimonio collettivo, il 30 gennaio 2009 l’Associazione Libera Opinione ha voluto rendere omaggio alla cultura italiana all’estero avvalendosi del contributo del Prof. Stefano Adami, una delle figure più impegnate del sistema accademico locale. 

L’incontro, svoltosi nel clima conviviale tra soci ed ospiti, ha permesso di tracciare un quadro esauriente sul valore della cultura italiana all’estero, a partire dell’esperienza personale di studio e di docenza del Prof. Adami presso le realtà universitarie di altri Paesi. 

Secondo il parere del docente, al di là del primato internazionalmente riconosciuto all’Italia in taluni ambiti culturali, rimane ancora forte la disparità patita a livello organizzativo dal nostro Paese nei confronti di altre nazioni. 

Se l’Ambasciata americana può, ad esempio, conoscere in ciascun momento l’identità e le coordinate dei ricercatori statunitensi operanti in Italia, la nostra struttura organizzativa pecca ancora oggi di evidenti inefficienze e profonde lacune. Tale aspetto appare ancora più deleterio se si considera che, pur tra le note difficoltà, l’Italia ha saputo produrre nel corso del tempo persone di altissimo spessore intellettuale quali uomini di scienza, artisti, ricercatori; gli stessi che, patendo il peso di un sistema inadeguato, hanno dovuto forzatamente ripiegare altrove alla ricerca di un’affermazione professionale altrimenti impensabile. 

Il dibattito che ne è seguito ha dato spunto ad argomentazioni che hanno sviscerato il concetto di cultura in senso stretto, ed anche altri aspetti ad essa legati, come ad esempio il modo con il quale gli stranieri guardano all’Italia ed al suo popolo. Spirito di iniziativa, intraprendenza e capacità di adattamento paiono essere i nostri tratti distintivi agli occhi di un comune osservatore straniero. Non sono mancate racconti e considerazioni di carattere aneddotico individuale, attraverso cui parte degli intervenuti hanno reso partecipe l’uditorio delle loro esperienze personali oltre frontiera, vissute nei differenti contesti di lavoro, studio o semplice turismo.