Eutanasia e testamento biologico: una scelta di vita?
Data: 07/05/2007

Vista la discordanza offerta dal quadro giuridico italiano in materia di testamento biologico, la “Libera Opinione” nella primavera del 2007 ha voluto affrontare direttamente l’argomento, partendo dall’analisi dei numerosi fatti di eutanasia riportati dalla cronaca nei mesi precedenti; gli stessi che raccontano la storia di una società in continua evoluzione e trasformata, rispetto al passato, dal punto di vista etico e spirituale; una società dinamica frenata nel suo incedere da paletti normativi non più capaci di filtrarne le istanze perché fotografia di un’ epoca legata a valori e convinzioni oramai sorpassati rispetto al nuovo modo di pensare alla vita. 

Al centro del dibattito la libertà dell’individuo di poter disporre liberamente del proprio corpo in merito ai trattamenti medici cui sottoporsi nel caso di un impedimento che lo veda privato della facoltà di decidere o di agire. Basti ricordare a tal proposito l'articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana che stabilisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». Per questo l'Italia ha voluto ratificare nel 2001 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (L. 28 marzo 2001, n.145) di Oviedo del 1997 che stabilisce che «i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione.» 

Da un punto di vista politico l'argomento, “eticamente sensibile”, è oggetto di posizioni differenti fra correnti di pensiero di tipo laico, radicale, comprese discussioni di ispirazione cristiana e di forte difesa della vita. Le stesse rappresentate dai tre illustri relatori che hanno aperto il convegno del 4 maggio presso la Sala Pegaso. Mettere a confronto opinioni differenti su un tema delicato ed insieme ineluttabile, che trova costantemente eco rilevanti, ha significato esplorare un terreno sul quale ancora oggi c’è molta riluttanza ad addentrarvi. Le paure e le perplessità sono ancora molte e certamente il mondo dell’informazione non contribuisce a calmierarle, fornendo come risposta un quadro conoscitivo esauriente dell’intera questione. Allo stato attuale è contemplato un unico caso nella giurisprudenza italiana di testamento biologico: il 5 novembre 2008, infatti, il Tribunale di Modena ha emesso un decreto di nomina di amministratore di sostegno in favore di un soggetto qualora questo, in un futuro, si dimostri incapace di intendere e di volere. L'amministratore di sostegno avrà il compito di esprimere i consensi necessari ai trattamenti medici. Così facendo si è data la possibilità di avere gli stessi effetti giuridici di un testamento biologico seppur in assenza di una normativa specifica.