Bernardino Cecchini, Garibaldino di Grosseto
Data: 09/09/2011

La sessione autunnale dei lavori della Libera Opinione si apre all'insegna della narrazione storica, dedicata interamente alla Grosseto del Risorgimento, al fervore di quegli anni di speranza, raccontati attraverso gli occhi di Bernardino Cecchini, garibaldino della prima ora e trisavolo del relatore della serata, architetto Govanni Tombari. Le vita e le gesta del personaggio si frammischiano nella digressione alle vicende storiche di una città spinta dalla voglia di affrancarsi dopo decenni di declino ed isolamento, ammaliata dal miraggio di un nuovo ordine politico e sociale.

D'altronde per la Maremma, quelli del periodo pre-unitario, sono anni difficili, scanditi dai tempi certi dell'estatatura e delle febbri malariche. L'unico collante sociale è rappresentato dalla miseria e dall'istinto di sopravvivenza, non certo dalla passione politica e dallo spirito di partecipazione. In tal senso lo slancio intelletuale di Bernardino Cecchini, e con esso la sua storia di combattente tra le fila delle camicie rosse, assumono una connotazione storica importante, quasi a voler segnare per la città di Grosseto un importante spartiacque tra due spiriti confliggenti: quello rassegnato, tipico di un mondo lontanto idealmente e geograficamente dai centri pulsanti della vita politica dell'epoca, e quello invece ispirato ad una visione rinnovata, depositaria di ottimistiche speranze per il futuro della comunità. 

Il dibattito finale, oltre ad esaudire le curiosità degli intervenuti, scaturite nel corso della narrazione, si è soffermato sui numerosi aneddoti di vita di questo sorprendente personaggio, trasparente nel pensiero, audace nell'azione. L'attivitá commerciale avviata dopo aver dismesso gli abiti del combattente ha per anni rappresentato una vera e propria istituzione, oltre che un importante punto di riferimento per l'intera città.