AutenticitÓ e condivisione nella relazione medico-paziente: la libertÓ di scelta
Data: 21/04/2010

OSPITE: Dott.ssa Anna Paola Pecci (Dirigente medico – Psiconcologo e formatore presso la SIPSI)

Per l’argomento in oggetto e la complessità delle tematiche ad esso collegate, l’incontro organizzato con la Dott.ssa Anna Paola Pecci inerente l’autenticità e la condivisione nell’ambito della relazione medico-paziente si è svolto in una conviviale tra gli associati. 

Il sentito interesse, che ha da subito coadiuvato l’esposizione della relatrice, una professionista della medicina oncologica, anagraficamente giovane, ma ugualmente ricca di un importante bagaglio di esperienze costruite in anni di fatiche, spesi tra lo studio specialistico della materia e le corsie d’ospedale: la Dott.ssa Anna Paola Pecci, laureata con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Firenze e specializzata in radioterapia oncologica presso l’Università di Siena, ha introdotto il suo intervento riferendo come la qualità della comunicazione medico-paziente rivesta un ruolo fondamentale nell’adattamento di quest’ultimo all’evento malattia. 

Le attuali tendenze socio-culturali che condizionano in diversi modi la pratica medica, nonché la maggior attenzione alla dignità e ai diritti del soggetto-paziente (sua autonomia ed esigenza del «consenso informato»), orientano difatti sempre più alla piena informazione del paziente riguardo la malattia, il decorso, e la terapia. In tal senso la possibilità di conoscere e di saper utilizzare tecniche di comunicazione efficaci per l’informazione ed il supporto al paziente possono contribuire non solo alla riduzione dei sintomi di ansia e depressione riferibili alla patologia oncologica, ma anche ad una maggiore compliance alle terapie, oltre ad una maggiore soddisfazione professionale per il curante. L’interscambio comunicativo tra i due soggetti non nasce dunque per assolvere ad una semplice funzione di carattere informativo deontologicamente dovuta, ma punta a stabilire un livello di connessione empatica finalizzata al raggiungimento di un più efficace effetto terapeutico della cura. 

Recenti studi hanno registrato ottimi riscontri in tal senso, alcuni di essi elevati a titolo di esempio e raccontati nel corso della serata come evidente dimostrazione della bontà del nuovo approccio metodologico; un modus operandi figlio di una diversa visione del rapporto medico-paziente, che vuole entrambi gli attori legati non dall’antagonismo dettato dal ruolo, ma dal comune intento di affrontare insieme un percorso terapeutico impegnativo ma ugualmente ricco di speranze ed aspettative . Immancabili le domande rivolte all’indirizzo della Dottoressa, pioniera a Grosseto del nuovo approccio che si auspica possa coadiuvare la scienza medica nella scoperta di nuove ed efficaci soluzioni nella lotta contro il cancro.