Crisi finanziaria , recessione e speranze di ripresa il ruolo dell'informazione economica e delle istituzioni internazionali
Data: 27/02/2009

Nell’ affrontare il tema della crisi mondiale a partire dalla funzione delle istituzioni in ambito economico e finanziario, l’Associazione Libera Opinione ha voluto in parte ribadire l’importanza di queste ultime, spesso tacciate di immobilismo , quali organismi di vigilanza, controllo e d’intervento; in parte porre in risalto il valore intellettuale e professionale delle figure operanti al loro interno. Marco Santarelli, Responsabile della Comunicazione e dei Rapporti Istituzionali della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), è sicuramente una di queste, e la sua storia, quella di figlio di Maremma approdato ad alti compiti istituzionali dell’Unione Europea, è esempio tangibile di impegno e capacità messi al servizio dell’informazione.

Nativo di Pitigliano, dopo la laurea in Scienze Politiche conseguita presso l’Università “Cesare Alfieri” di Firenze, percorre la carriera giornalistica che lo vede prima collaborare per le testate de Il Sole 24 Ore e del Messaggero, poi approdare nella capitale in qualità di cronista parlamentare per Milano finanza. Successivamente il passaggio alla Rizzoli ed a Il Mondo, ove ricoprirà per qualche anno il ruolo di caporedattore.   

Come Responsabile Comunicazione e Rapporti Istituzionali della Banca Europea per gli Investimenti, nel corso dell’incontro ha saputo illustrare approfonditamente le dinamiche che hanno generato la crisi, i suoi sviluppi e gli effetti negativi registrati sulla stabilità dei maggiori mercati internazionali. Il suo manifestarsi in tempi relativamente brevi è, secondo il suo parere, da attribuire principalmente alla forte discrepanza patita tra livello di benessere sostenuto e volume di ricchezza prodotta, riscontrabile nella spregiudicatezza di certe operazioni finanziarie poste in essere in contesti macroeconomici senza reali prospettive di crescita. Ricomprendere la finanza mondiale entro i vincoli dell’etica e dell’economia reale appare per Santarelli l’unica strada percorribile una volta immesse nel circuito economico, da parte delle Istituzioni, forme di sostegno finalizzate al raggiungimento di un equilibrio durevole.